APPLICAZIONI CONCRETE
 
La Grafologia vanta molteplici applicazioni.
 
a)      E' in grado di decodificare i percorsi della crescita, in quanto è proprio il gesto grafico il primo indice rivelatore del disagio psicologico infantile e adolescenziale.
b)      L’esame accurato della grafia può essere di grande aiuto nell’orientamento agli studi superiori o universitari. Nella scrittura sono rilevabili attitudini e potenzialità che, se individuate, possono fornire allo studente i consigli giusti per intraprendere la strada più adatta alle proprie capacità e inclinazioni.
c)      Se applicata all’ambito professionale, la Grafologia può rivelarsi uno degli strumenti più adatti nella selezione del personale, nell’orientamento o nella riallocazione di figure professionali nell’ambito di un’azienda. Pensiamo  per un attimo alle persone che hanno perso il proprio lavoro o che magari non sono soddisfatte del proprio impiego e sono in cerca di un lavoro più adatto alle loro capacità e alle loro attitudini. La grafologia, mettendo a nudo gli aspetti della loro personalità, è capace di guidare queste persone nella scelta più adeguata.
d)     Strettamente connessa alla grafologia, è la disciplina che da più tempo in Italia trova applicazione: quella della perizia in ambito giudiziario. Più che di “perizia calligrafica”, la quale si limita ad operare un confronto formale tra le singole lettere, si parla oggi sempre più di “perizia grafologica”. Questa analizza il gesto grafico nel suo divenire, prendendo in considerazione tutto il contesto scritto. Riesce in tal modo ad individuare la “personalità grafica” dell’autore dello scritto in esame, senza per questo eseguire un’analisi di personalità, peraltro non richiesta dai giudici. E’ proprio questa la “carta vincente” del grafologo: la capacità di cogliere la personalità dell’individuo che si cela dietro lo scritto e, conseguentemente, riconoscerne l’identità all’atto della comparazione con altri documenti che risultano autentici. Non casualmente l’utilizzo della perizia grafologica si è molto diffuso, riducendo sensibilmente il campo operativo dei semplici periti calligrafi. I casi più frequenti di documenti sottoposti a perizia riguardano: testamenti olografi, lettere anonime, firme su assegni o su cambiali, ecc.
Analisi di personalità
 
La Grafologia costituisce un mezzo molto potente per giungere alla conoscenza delle singole caratteristiche di un individuo. La personalità dello scrivente viene riprodotta su un foglio di carta, ma spetterà al grafologo la sua interpretazione. Egli avrà il compito di decriptare quel linguaggio simbolico, traendone un insieme di informazioni che ci permetteranno di conoscere le caratteristiche intrinseche, gli aspetti caratteriali e le potenzialità attitudinali del soggetto. Ma cosa può rivelarci in concreto un’analisi di personalità fondata sullo studio della grafia di un individuo? Per rispondere a tale quesito, dobbiamo ricollegarci al pensiero morettiano, per il quale così come un individuo è diverso dall’altro, anche la sua grafia presenterà delle connotazioni, dei caratteri, delle particolarità che la renderanno unica. Poiché l’atto dello scrivere è il frutto di uno stretto rapporto di interazione tra cervello e apparato muscolare, l’analisi grafologica ci rivela la personalità di un soggetto nei suoi aspetti più nascosti. Così, se dal punto di vista intellettivo riusciremo a tracciare aspetti quali l’attenzione, le capacità di ragionamento e di critica, le capacità di programmazione e risoluzione dei problemi, le doti comunicative di un individuo, sotto il profilo comportamentale, potranno essere chiariti aspetti quali la competenza sociale, l’adattamento, le capacità di giudizio legate ai criteri valutativi, l’affettività che caratterizza un soggetto. Le fasi essenziali dell’analisi possono ridursi a tre:      
 a) una fase preliminare di osservazione;
 b) una successiva fase di descrizione del contesto scrittorio e di rilevazione dei segni grafologici;
 c) una fase sintetica, ove i singoli segni vengono combinati tra loro, rendendo possibile la stesura dell’analisi vera e propria.
Quali sono i vantaggi di un’analisi di personalità? I vantaggi sono numerosi: oltre alla velocità dello strumento, che consente di effettuare uno screening dettagliato dal punto di vista intellettivo-temperamentale in tempi abbastanza rapidi e a costi molto contenuti rispetto alle ordinarie analisi, non vanno dimenticati altri aspetti niente affatto secondari. Tra questi, l’obiettività data dal fatto che il grafologo concentra la sua analisi sullo scritto e non entra in contatto diretto con l’individuo se non per conoscerne i dati essenziali (legati ad età o a presenza di malattie), di conseguenza non può lasciarsi condizionare da eventuali simpatie o antipatie nei confronti di chi richiede l’analisi. La possibilità di evidenziare aspetti della personalità non facilmente rilevabili coi normali strumenti, inoltre e non ultima, la possibilità di cogliere e anticipare eventuali segnali di allarme comportamentale o di disagio interiore, specie nelle scritture degli adolescenti. L’analisi è poi un ottimo strumento per la valutazione delle capacità, delle attitudini, delle motivazioni di un soggetto che voglia essere indirizzato verso una determinata occupazione più consona ai propri interessi.
Quali sono le condizioni più adatte per effettuare un’analisi? Al fine di eseguire una buona analisi è necessario che il materiale fornito sia “grafologabile”, ossia detenga i seguenti requisiti: 
-          la scrittura deve essere vergata in maniera spontanea. Anche il copiato può andar bene; meglio ancora l’esercizio sotto dettatura perché garantisce una certa continuità. Deve essere effettuato in una posizione comoda, seduti con le mani sul tavolo.
-          La superficie scrittoria non deve essere eccessivamente morbida. L’ideale sarebbe scrivere su un tavolo con 3-4 fogli della stessa specie sotto quello sul quale si scrive.
-          Il foglio deve essere bianco e senza righe, al fine della rilevazione esatta e non falsata di tutti i segni (in particolare, la tenuta del rigo). Il classico foglio A4 da fotocopiatrice va benissimo.
-          Lo strumento scrittorio, ossia la penna, deve essere la classica biro, preferibilmente di colore nero. Un pennarello scivolerebbe non permettendo la puntuale rilevazione della pressione. Anche la penna stilografica non è consigliabile.
-          La “quantità” di scritto deve essere almeno una dozzina di righe. E’ poi consigliabile firmare anche il proprio elaborato.
Condizioni accessorie, e non necessarie, sono poi la disponibilità di scritture risalenti a periodi diversi e l’originale dello scritto (vedi sopra motivo relativo alla pressione). Tuttavia, quest’ultimo requisito può essere ovviato dalla bravura e dall’esperienza del grafologo. E’ poi preferibile che lo scritto sia eseguito in corsivo.
 
E’ comunque indispensabile, al fine di una buona analisi, che il grafologo conosca i seguenti dati:
- età;
- sesso;
- livello d’istruzione;
- eventuale professione.
Grafologia dell’età evolutiva
 
Nel corso dell’età evolutiva di un soggetto, la grafologia può avere una doppia applicazione: la prima riguarda la psicologia dell’età evolutiva. Il secondo tipo d’intervento riguarda invece l’orientamento nella scelta degli studi da parte del ragazzo. Questo settore di applicazione della grafologia abbraccia un arco di tempo molto lungo che va dai due-tre anni, epoca dei primi scarabocchi, sino alla fine della scuola superiore. Durante tale periodo il bambino si evolve e si trasforma, così come si evolve e muta la sua scrittura. La grafologia può rivelarsi di grande aiuto quando affronta il mondo del disagio giovanile, delle disgrafie, dei problemi dell’apprendimento e della socializzazione sia nell’ambito familiare che in quello scolastico. Spesso i primi sintomi si manifestano proprio nella grafia. Ciò può costituire un vantaggio importante nella prevenzione dello stato di disagio e nell’eliminazione delle sue cause. Per quanto poi concerne l’orientamento agli studi superiori o universitari, molto spesso, se il ragazzo non manifesta una particolare inclinazione per specifiche discipline, la scelta viene guidata da criteri pratici o di convenienza. Altre volte la decisione è addirittura legata a motivazioni quali il prestigio o l’onore della famiglia. Le scelte che ne vengono fuori possono rivelarsi assolutamente nocive per il diretto interessato che si troverà catapultato in un mondo che non è il suo, a svolgere un lavoro magari frustrante e senza un minimo di soddisfazione personale. Lo scopo vero dell’orientamento effettuato attraverso l’analisi grafologica consiste nel chiarire il tipo di attività professionale più idoneo al soggetto, restringendo il ventaglio delle possibili scelte a quelle che richiedono delle doti che il ragazzo effettivamente possiede. Per fare un esempio, si può essere portati per la matematica o per la chimica, ma magari non si possiedono le capacità richieste a chi vuol insegnare. In tal caso il consiglio formulato consisterà nell’intraprendere un’attività di ricercatore e non rivolta all’insegnamento.  
Grafologia del lavoro
 
“La grafologia delle attitudini ha lo scopo di precisare, sempre sulla base delle indicazioni che emergono dall’analisi della scrittura, se esiste o meno un rapporto di idoneità reciproca tra lo scrivente e una professione o un posto di lavoro, cosicchè l’attività sia efficiente conseguendo risultati positivi e nello stesso tempo l’individuo possa valorizzare le proprie qualità in termini di successo e di saturazione personale”. Così scriveva Lamberto Torbidoni.[1] La grafologia applicata al lavoro ha quindi il fine di far conoscere alla persona o all’azienda che richiede l’esame della scrittura, le potenzialità intrinseche del soggetto, al fine di consentire una sua piena realizzazione professionale. Una buona analisi grafologica consente di effettuare delle valutazioni più specifiche ed obiettive sulla personalità dell’individuo, mettendo a nudo sia le abilità operative che le qualità soggettive. Al centro del processo di selezione viene collocata la persona e non il posto di lavoro. Sino ad ora il sistema prevalentemente adottato dai datori di lavoro è stato quello del “periodo di prova”, durante il quale venivano valutate le capacità del candidato e il suo livello di responsabilità. Tuttavia questo metodo non consente di accertare le sue reali capacità: durante tale breve periodo il candidato poteva dare il meglio di sé, assestandosi, una volta assunto, su livelli produttivi inferiori alle aspettative. Il datore di lavoro ha quindi tutto l’interesse a conoscere anticipatamente il comportamento del candidato e le sue capacità, in modo fare una scelta più ponderata e da adibirlo alle mansioni più consone. L’interesse a una collocazione adatta è reciproco: chi svolge un’attività idonea alle proprie attitudini si sentirà realizzato e soddisfatto di se stesso. Inoltre chi opera in condizioni ottimali raggiunge un rendimento più elevato a tutto profitto dell’azienda. Così come, al contrario, chi non si trova bene professionalmente accumulerà malessere e stress, riversandolo sui colleghi ed in ambito familiare e non renderà al massimo delle sue possibilità. Il grafologo non dovrà poi limitarsi a rispondere a quesiti sull’attitudine di un candidato a svolgere un determinato lavoro, ma dovrà anche precisarne la mansione più idonea. L’analisi potrà essere poi richiesta, oltre che da chi cerca un consiglio per la prima occupazione, anche da chi si viene a trovare improvvisamente senza lavoro o da chi sia frustrato dalla sua attuale occupazione e ne voglia cercare un’altra più consona alle proprie attitudini e ai propri interessi.
 

[1] L. Torbidoni, Problemi della grafologia applicata all’orientamento professionale, Libreria “G.Moretti”, urbino, 1999, p.7.
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Grafologia peritale giudiziaria
 
L’applicazione della Grafologia di cui si è fatto un uso più esteso nel nostro Paese, riguarda senza ombra di dubbio il settore peritale-giudiziario. Il perito grafologo è l’esperto del giudice. Ha il compito di fornirgli quei pareri e quelle cognizioni specifiche di cui il giudice si avvarrà per pronunciare la sentenza in tutti quei casi che lo richiedano. Si tratterà di decidere in merito a simulazioni, dissimulazioni, autenticità o apocrifia di uno scritto. I quesiti a cui l’esperto dovrà fornire una risposta potranno essere i più vari, così come molteplici potrebbero essere i documenti contestati: dai testamenti, agli assegni, alle lettere anonime, ecc. E’ praticamente impossibile che in natura esistano due grafie totalmente uguali, e quando questo si verifica, una delle due è sicuramente falsa, proprio perché esistono elementi della scrittura che è molto difficile, se non quasi impossibile imitare. Due grafie che a prima vista possono apparire molto simili, ad un attento esame potranno rivelare significative discrepanze. Più il gesto è automatizzato e veloce, e quindi personalizzato, più sarà difficile imitarlo. E, tuttavia, anche se si riuscisse ad imitarne il “ductus” (ossia, l’andamento del tracciato grafico), non si riuscirebbero a riprodurre parimenti le deformazioni delle singole lettere rispetto a quello che è il modello calligrafico. Il professionista di questo settore, prima ancora di compiere il lavoro di comparazione degli scritti contestati con quelli originali, non potrà fare a meno di eseguire degli esami strumentali specifici con strumentazioni sofisticate sui documenti fornitigli. Per citarne alcuni: l’esame del documento con luce radente e in trasparenza, la sottoposizione ai filtri all’infrarosso (IR), quella alla lampada a raggi ultravioletti (o lampada di Wood)(UV), l’esame effettuato con la micro e la macro fotografia e l’osservazione del tracciato grafico col microscopio stereoscopico. Si tratta di strumenti che servono a rilevare le caratteristiche degli inchiostri, le eventuali cancellature, correzioni, sovrapposizioni, ecc.. Tuttavia la carta vincente del grafologo consisterà nella rilevazione, oltre che della forma espressiva, anche del movimento che sta alla base di ogni scrittura, al fine di individuare quella che è la componente essenziale per il riconoscimento dell’identità dell’autore della grafia. E’ proprio questo il vantaggio che il grafologo ha nei confronti del calligrafo, ossia di chi esamina la scrittura sotto l’aspetto meramente formale, comparando esclusivamente le singole lettere e non curandosi del contesto globale dello scritto.